Torna all'Home Page La storia di Anoia
I Caracciolo di Gerace

di Giovanni Quaranta

 

Stemma dei Caracciolo di Gerace

Nel 1371, per concessione della regina Giovanna I^, Antonio Caracciolo, conte di Gerace e Terranova, è investito della baronia di Anoia e di quella di Grotteria nonchè di altri fondi rustici. Nel 1385 lo stesso viene privato dei suoi feudi che rientrano alla Regia Corte. Mentre Gerace e Terranova venivano assegnati ad Alberico da Barbiano, Anoia non seguì le stesse sorti e nel 1393 ne risulta feudatario tale Carlo Trotta.

Stemma dei Trotta d'Annoya

Nel 1389 Antonio Caracciolo, che intanto si era riappropriato delle terre confiscate, muore e gli succede il figlio primogenito Giovanni il quale nel 1404 con l'intento di ricostruire lo Stato posseduto dal padre si reintegra la baronia di Anoia ricomprandola da re Ladislao.
Intorno al 1420, a causa del declino di Giovanni, la baronia passa al di lui fratello Giovambattista, poi dal 1443 all'altro fratello Giorgio, e successivamente dal 1446 all'altro fratello Tommaso.
Essendo marchese di Gerace e conte di Terranova, Tommaso Caracciolo divenne ribelle a re Alfonso detto il Magnanimo partecipando alla "congiura dei baroni". Scoperto il complotto, nel 1455 ebbe inizio un lungo processo che culminò nella condanna a morte mediante decapitazione di Tommaso (1457), pena che non fu mai eseguita. In conseguenza di tale condanna, i feudi di Tommaso Caracciolo furono confiscati e, il 1° gennaio 1458, concessi da re Alfonso a Marino Curiale di Sorrento; poi passarono a Giacomo I° Milano, al Gran capitano Consalvo Fernandez da Cordova e successivamente alla figlia Elvira da Cordova, a Tommaso de Marinis di Genova e poi, di nuovo, ai Milano.
Ma la baronia di Anoia, alla destituzione di Tommaso Caracciolo, non venne assegnata al Curiale. Essa venne chiesta come legittima eredità da Maria Caracciolo, nipote di Tommaso e figlia di Giorgio, la quale nel 1453 veniva investita della baronia di Anoia, della terra di Plaisano col casale di Galatro e del feudo detto Borrello. Sposando Francesco Caracciolo, barone di Pisciotta, porta Anoia in altro ramo della casata.
A Maria succede Giovan Cola Caracciolo, ed a questi nel 1495 Alfonso Caracciolo al quale veniva riconfermata la boronia nel 1506 da re Ferrante II°.
Alla morte di Alfonso (1516) la baronia passa al figlio Baldassarre che ne ottenne investitura nel 1517. Sposando Eleonora d'Aragona, figlia dell'ultimo marchese di Gerace, aggiunge al proprio l'altro cognome.
Morto Baldassarre (1529) erede è il figlio Antonio Caracciolo d'Aragona che ne ottiene investitura nel 1530. Egli morirà nel 1546, improle, lasciando vedova Vincenza Spinelli, figlia del duca di Castrovillari, per cui Anoia e gli altri feudi passano al fratello Carlo.

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