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La località  

  

Comune della provincia di Reggio Calabria, composto da due nuclei abitati: Anoia (sede del Comune) e Anoia Superiore (frazione).

Il territorio - Km² 10,09 - si estende al margine interno della Piana di Gioia Tauro, a monte della confluenza del torrente Sciarapòtamo con il fiume Metramo, e confina con i territori dei comuni di Cinquefrondi, Feroleto della Chiesa, Giffone, Maropati, Melicucco e Polistena.

Di origini molto antiche, sembrerebbe risalire al V°-IV° sec. a.C. ai tempi dell'espansione territoriale della colonia magnogreca di Locri Epizephyrii verso il litorale tirrenico della Calabria. Anche il nome sembra derivare dal greco con il significato di "luoghi posti in alto". Antica Baronia comprendente i casali di Susanoja, Maropati e Tritanti, la prima notizia certa risale all'anno 1270 quando intestatario è Ruggero de Nao, il quale nel 1278 l'assegnò in dote alla figlia concessa in sposa al milite Egidio de Orta. Successivamente appartenne ad Aldobrandino De Acquarola da Firenze, a Ludovico Mojuli, ai Caracciolo di Gerace (1371-1548), ai Ruffo di Sinopoli-Scilla (1548-1636) ed infine ai genovesi Paravagna (1636-1806). Dal 4 maggio 1811, Anoia è comune autonomo.

Gode di un clima mite e temperato grazie al quale si denota la presenza delle coltivazioni classiche delle aree mediterranee. Vigneti, agrumeti ed uliveti contribuiscono a formare un incantevole paesaggio, che ben si armonizza con quello dei vicini monti della catena aspromontana.

    

C'è da vedere:

BORGO ANTICO (Anoia Sup.) - Caratteristico rione rappresenta la parte più antica di Anoia Superiore.

EX CHIESA SAN NICOLA (Anoia) - Detta anche della Madonna del Carmine. Già esistente nei primi anni del 1500 fu danneggiata dal terremoto del 1783 e ricostruita nel 1803 a cura del feudatario del tempo. E' chiusa al culto dal 1967 ed oggi è in fase di restauro. Di particolare pregio sono l'altare maggiore, opera dello scultore polistenese Vincenzo Jerace del 1935, e le tre campane datate 1366, 1611 e 1613. Le statue lignee che vi erano custodite sono state trasferite all'attuale chiesa di San Nicola.

CHIESA SAN NICOLA (Anoia) - Edificata negli anni trenta per volontà del vescovo di Mileto Mons. Albera, è riccamente decorata da mosaici e conserva all'interno numerose opere d'arte provenienti dalla ex chiesa San Nicola: - Statua lignea di San Nicola di Bari, opera del 1802 di Fortunato Morani da Polistena. - Statua lignea della Madonna del Carmine, opera ottocentesca di scuola serrese. - Statua lignea di San Francesco di Paola, opera seicentesca di autore ignoto. - Statua lignea di San Rocco, opera seicentesca di scuola napoletana. - Tela raffigurante la Sacra Famiglia, opera di ignoto del seicento. - Tela raffigurante la Madonna Addolorata, opera di ignoto del seicento.

CHIESA SAN SEBASTIANO (Anoia Sup.) - L'edificio già esistente nel XVII sec. fu danneggiato dal terremoto del 1783 e ripristinato nel 1835. Conserva all'interno la statua lignea di San Sebastiano, opera dei primi dell'ottocento di scuola serrese, ed alcuni antichi dipinti raffiguranti la Madre di Cristo.

CHIESA DELLA MADONNA DELL'ASSUNTA (Anoia Sup.) - Edificio di piccole dimensioni ma dalle linee architettoniche molto suggestive. E' sovrastato da un'ampia cupola che lo rendono facilmente visibile anche dai paesi limitrofi. Conserva all'interno la statua della Madonna dell'Assunta, opera dei primi dell'ottocento di scuola serrese.

VILLA COMUNALE (Anoia) - Giardino ricco di palme gode di un panorama stupendo. Si affaccia con la sua balconata su un'ampia vallata ricca di oliveti ed agrumeti incorniciata da un lato dai monti dell'Aspromonte e dall'altro dal mare Tirreno.

PALAZZO PARAVAGNA (Anoia) - Costruito dopo il terremoto del 1783 era la residenza della famiglia Paravagna, feudatari di Anoia dal 1636 fino al 1806. Il fabbricato è stato suddiviso in varie abitazioni private ed ormai degno di nota vi è solo l'artistico portale con lo stemma di famiglia.

 

 

alcune immagini di Anoia

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