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Lagnanze del Capitano della Guardia Nazionale di Anoia contro il Sindaco (1864)

di Giovanni Quaranta

 

 

I documenti che seguono sono stati rinvenuti presso l'Archivio di Stato di Reggio Calabria (Inv. 4 busta 6) e  risalgono all'anno 1864.

Si tratta di un fascicolo della Regia Prefettura della Provincia di Calabria Ultra I^ avente per oggetto: "Lagnanze del Capitano della Guardia Nazionale di Anoja contro il Sindaco", contenente  alcune corrispondenze intercorse tra cariche istituzionali in seguito alla lite tra i i due.

 

   

COMANDO DELLA GUARDIA NAZIONALE

Anoja 15 Gennajo 1864

 

Al Sig. Prefetto della Provincia di Reggio

 

Signore,

le passate usanze che si pratticarono dai Sindaci sotto il Governo assoluto, costituiscono un retaggio, in persona di qualche Sindaco del tempo.

Qui siamo sotto il comando, e la dipendenza di un Sindaco assoluto, il quale vuole ingerirsi in tutti i rami, e vorrebbe compromettermi.

Sappia la S.S. Ill.ma, che per politica Macchiavellesca da lui professata, ha saputo tirare la parola con le altrui ...., e così volea jeri inpunito pratticare con me, farsandomi a mettere nel Postiglio un Milite, che mancò al servizio ordinario.

Io che ne ho fatto studio della legge, sulla Guardia Naz.le conoscea che mi era interdetto tale potere, mentre i militi mancanti al servizio di giornata, possono essere imprigionati nel posto di Guardia dai Capi di sezione, e precisamente quando abbandonano il posto: ma quando si nega di presentarsi al posto di Guardia, e rendere il Milite il suo turno, allora si deve ricorrere al mezzo del rapporto, e sottoporlo al Consiglio di disciplina, ciò per essere la legge coerente collo Statuto, e per non urtare nel principio Dispotico.

Questa fu la risposta da me data al sig. Sindaco, colla soggiunta che di già avea sfogato il rapporto presso il sig. Maggiore di questo Battaglione Mandamentale.

Ma perchè detta risposta offendeva il suo assolutismo, di riscontro mi ordinava in pubblico di metterlo nel postiglio guardandosi però di farmi rapporto, diversamente, minacciandomi, ed insultandomi disse di essere sua cura farmi togliermi il tre giri fondandosi come disse; alla presenza dei Reali Carabinieri Morrone Pietro e Morraci Giuseppe della Stazione di Cinquefrondi, anche in pubblico luogo, e ad alta voce, che io sono solito, a vendermi colle guardie.

Per tale fatto io chiedo che la S.S. Ill.ma apra una rigorosa inquisizione sul mio conto, e sul modo come regolo il servizio della Guardia, poichè trovando la mia condotta irreprensibile, ed in perfetta coerenza colla legge, richiamare il sig. Sindaco al suo dovere, per così farmi riacquistare l'opinione, che in pubblico mi ha degradato senza che si dovesse venire a vie di fatto.

Ciò anche per prevenire qualche suo calunnioso rapporto a seconda del suo solito.

Il Capitano

Nicola Lacquaniti

       

 

La Prefettura decise di mandare copia della missiva al Maggiore del Battaglione Mandamentale di Cinquefrondi per "verificare e riferire".

 

Dalla Prefettura di Reggio fu inviata la conseguente lettera:

 

Div. 4^ N° 1335

Reggio il 22 Gennajo 1864

 

Sig. Maggiore del Battaglione Mandamentale di Cinquefrondi

 

 

Il Capitano della Guardia Nazionale di Anoja con suo rapporto del 15 corrente Gennajo diretto a quest'ufficio, mosse lagnanza contro il Sindaco, perchè il medesimo si sarebbe immischiato in affari di disciplina di quella Guardia Nazionale, e minacciato il Capitano stesso.

Lo scrivente trasmette copia di detto rapporto al Sig. Maggiore del Battaglione Mandamentale di Cinquefronde, con preghiera di volere riferire al riguardo a quest'ufficio.

 

Il Prefetto        

     

 

 

Il Maggiore del Battaglione di Cinquefrondi, dopo aver effettuato le opportune indagini, così rispose al Prefetto:

 

   

COMANDO DEL BATTAGLIONE MANDAMENTALE DELLA GUARDIA NAZIONALE DI CINQUEFRONDE

Cinquefrondi 22 Marzo 1864

 

Al Sig. Prefetto della Provincia di Reggio

 

Sig. Prefetto,

Di riscontro al suo gradito Foglio in data 22 Gennajo 4^ divisione Num.° 1335 posso assicurare la S.V. Illssma che avendo interpellato i Carabinieri Reali Morone I° Pietro, e Maracci Giuseppe di questa Stazione, nonchè parecchi onesti cittadini di Anoja, sull'alterco avvenuto tra il Sindaco di quel Comune, ed il Capitano della 5^ Compagnia sig. Lacquaniti Nicola, ho potuto venire a capo delle notizie nel modo come appresso.= Quel Sindaco avea avvertito il sudetto Capitano, affinchè fosse con tutti imparziale nel far prestare il servizio da' componenti la compagnia della Guardia Nazionale di sua dipendenza; esortandolo a punire il Milite Nicoletta Saverio, il quale avea mancato al turno di guardia, e per cui egli avea usato della deferenza; al che il Capitano rispose di saper fare il suo dovere, rimbrottando il Sindaco che si era immischiato in cose disciplinari senza che ne avesse il diritto.= Il Sindaco allora,  perchè forse convinto dell'immoralità di costui, credendolo capace di farsi corrompere, rispose: S'Ella Signor Capitano abbia voluto vendersi per lo passato la Guardia Nazionale, sappia che da oggi in poi, finchè io sarò Sindaco, non se la venderà mai più.=  Fatto il Capitano ha dato del Fesso al Sindaco, e delle parole ingiuriose, ed offensive, si scambiarono a vicenda a segno che se non fossero presenti i predetti Carabinieri che si frapposero, di già sarebbero venuti in pubblica Piazza alle vie di fatto con grandissimo scandalo del Paese.= Fa vergogna davvero che coteste individualità occupino le più interessanti cariche governative.

Il Maggiore

Papasidero

  

 

 

Ormai la lite tra il Sindaco e il Capitano aveva generato uno scompiglio tale da intaccare quelli che dovevano essere i normali rapporti tra cariche istituzionali.

Questo clima aveva alterato i rapporti gerarchici all'interno della 5^ Compagnia della Guardia Nazionale, ed il Capitano aveva perso l'autorità sui suoi uomini.

A riprova di tutto ciò troviamo traccia di un'altro esposto dello stesso Capitano al Prefetto, per altri fatti intervenuti nel mese di febbraio del 1864 a pochi giorni dalla lite col Sindaco, per insubordinazione che ci vengono riportati nella corrispondenza seguente tra il Maggiore Papasidero ed il Prefetto.

 

 

COMANDO DEL BATTAGLIONE MANDAMENTALE DELLA GUARDIA NAZIONALE DI CINQUEFRONDE

 

Cinquefrondi 30 Marzo 1864

 

Al Sig. Prefetto della Provincia di Calabria Ultra I^ Reggio

 

Sig. Prefetto,

Il Capitano della 5^ Compagnia di Anoja son suo foglio di 13 scorso febraro mosse lagnanza contro 41 Graduati e Militi di quella Compagnia, i quali si rifiutarono di prestare il servizio di distaccamento, dal Sotto Prefetto disposto, e da me comandato. Egli insisteva affinchè fossero tutti puniti, e nel contempo mi partecipava di aver inviato simile rapporto alla S.V.I. = Io ho creduto stare in aspettativa da che il predetto Capitano si era rivolto ad una Autorità Superiore direttamente; tanto più che non trattavasi di cose che riguardavano il comando del Battaglione, sibene il Tribunale di Prefettura. = D'altronde il suo rapporto non poteva avere più corso, essendo già decretata dal Re L'Amnistia per condanne, ed infrazioni che darebbero luogo a procedimento avanti i Consigli di Disciplina.

Il Maggiore

Papasidero

 

 

 

Dal tono di queste due ultime lettere si può intuire che il Capitano, oltre ad aver perso l'autorità e la stima dei suoi uomini, non doveva godere di una grande stima nemmeno da parte del "suo" Comandante di Battaglione.

 

<fine>