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La
Terra di Anoia stà situata nella Provincia di Calabria Ultra
dentro la piana di Terranova distante da Calanna miglia 40, da
Nicotera m. 18, da Sinopoli m. 18, da Seminara m. 15, da S.
Giorgio m. 3, da Galatro m. 3, da Reggio m. 40, da Monteleone m.
24, da Catanzaro dove risiede la Regia Audienza m. 50, et dalla
marina più vicina detta di Gioya m. 12 in circa.
In
conformità della numeratione dell'anno 1595, è di fuochi 360
incluso li Casali. Per la strada principale si và in detta
Terra la quale è parte piana, et parte pendinosa, et vicino
detta Terra si trova una salita aspra inselicata di pietre vive
dalla quale s'impiana nel sito di essa, la quale stà edificata
sopra un sito largo, et spatioso, piano, et eminente dal detto
fiume, la quale non è murata, ma aperta, et si può intrare da
tutte parti, et si cammina per essa comodamente per strade
lunghe, larghe, et spatiose. Le habitationi sono dal'una, et
l'altra parte di dette strade, le quali sono la maggior parte
case terrane, et le altre sono con camere sopra coverte con
tetti fabricate parte di pietre, et altre di quatrielli di
creta.
Il
sito di detta Terra è di aria temperata, et gode il sole, et
viene ventilata da tutti i venti; da detto sito si gode da
mezzogiorno pianure, colline, et montagne, la piana, la marina
di Gioya, Rosarno, Nicotera, et altre, et da tramontana tutte
montagne.
L'habitanti
di essa ne sono poco persone civili, li quali vesteno
civilmente, dormeno sopra materazzi di lana, et con altri
ornamenti di case; viveno con l'industrie, et altri loro
esercitij, et le loro donne s'esercitano alli nutricati, et
altri esercitij di case; sono si buono aspetto, et le persone
ordinarie le quali si esercitano nelle caccie, et altri alle
campagne, custodia di animali, et altri esercitij foresi; le
loro donne similmente alle campagne, alli nutricati, et altri
esercitij di case; vesteno al uso del paese, dormeno sopra
matarazzi, et sacconi, et al meglio si può. Per comodità di
detti habitanti vi è uno medico fisico, uno mastro di scola,
dui giudici à contratti, tre barbieri, dui sartori.
In
essa non vi sono poteche, né taverne, né altre comodità per
li forastieri, et li habitanti si provedeno per lo tempo, et
nelli luochi vicini, et per uso di essi ci sono acque fresche,
et buone; et per la macina vi sono tre moline ad acqua, quali
sono del utile Signore. Intorno detta Terra vi sono giardini,
vigne, oliveti, territorij seminatorij per comodità di essi.
Segue
l'habitatione del utile Signore, la quale stà situata nel mezzo
della Terra dalla parte di mezzogiorno; avante l'intrata di essa
vi è una larga, et spatiosa piazza; da essa si entra nel
cortiglio grande scoverto, alla destra si trova la gradiata,
appresso nel piano di detto cortiglio vi sono più stanze per
comodità di stalle, et altre, et alla senistra di detto
cortiglio è uno camarino; accosto vi è una gradiatella dalla
quale si ascende ad uno appartamento separato, il quale è
diruto, ritornando nella gradiata maggiore si ascende ad una
loggetta scoverta, dalla quale si entra ad una sala grande; alla
destra di essa vi sono due camare grandi con le finestre al
detto largo; ritornando in detta sala, la quale tiene le
finestre a mezzogiorno, appresso alla detta dirittura sono tre
camare coverte con intempiatura sopra coverte tutte con tetti;
dietro detta sala, et camare sono sei camare, et cocina con l'affaccata
a tramontana, dalla quale si godeno le habitationi della Terra.
Con detta habitatione vi è uno poco di giardino senza frutti,
solo il terratico, et questo consiste l'habitatione del utile
Signore.
Et
per quello che distende il territorio di detta Terra, et Casali,
dalla parte di mezzogiorno stende mezzo miglio, et confina con
lo territorio di Polistena, et Melicucco, da settentrione stende
miglia 3, et confina con lo territorio di Galatro, et con il
vallone, da levante stende uno miglio, et confina con lo
territorio della terra di Cinquefrondi, et da ponente stende
miglia due, et confina con lo territorio di Ferolito che si
possiede per il Signor duca di Monteleone.
Dentro
del detto confine e territorio vi è la terra e tre Casali. La
qualità del territorio è poco piano, et il restante sono
colline, montagne, diviso da più valloni, et fiomare; del detto
territorio ne sono campesi, oliveti, castagneti, giardini,
frutteti, vigne, dalli quali ne pervengono tutte sorte di
vittuaglie, vini bianchi, et rossi, ogli, frutti, verdume,
castagne, et a rispetto del grano che si fà in detto territorio
non basta per uso delli habitanti ma si provedeno dalli luochi
convicini.
Et a
rispetto del spirituale stà sottoposta al vescovo della Città
di Mileto distante da detta terra miglia 12. Vi è la chiesa
madre sotto titolo di San Nicola, la quale stà nel mezzo del'habitato,
la quale ha due navi ceverte con tetti; in testa è l'altare
maggiore con una cona di nostro signor San Nicola, et San
Sebastiano di buona pittura; alla destra è una cappella
sfondata dov'è l'altare con custodia indorata dove assiste il
Santissimo; appresso è la porta laterale, alla senistra è una
cappella con cona di Sant'Antonio con li miracoli intorno di
buona pittura guarnita, et indorata; appresso è un'altra
cappella con cona della SS.ma Annunciata. In detta chiesa vi è
il fonte battesimale, pulpido, palio, stendardo, et li apparati
di tutti colori, dui calici, ingensiero, navetta, et una sfera
d'argento; vi è il campanile, e tre campane, et uno orologio a
campana. Viene servita, et officiata dal suo abbate e diece
altri sacerdoti, et nove clerici; l'abbate li può rendere
docati 30, et li preti docati 20.
Nel
finimento del habitato vi è una cappella sotto titolo di San
Rocco; in essa vi è l'altare maggiore con cona di San Rocco, et
San Sebastiano di buona pittura; tiene tutte le comodità per
celebrare, et si celebra a devotione; vi è una campana.
All'incontro il palazzo del utile Signore vi è la chiesa di San
Giovanni; in testa vi è l'altare maggiore con cona di detto
santo di buona pittura, et alla destra della nave vi è uno
altare, sopra vi è la cona di Santo Jacovo Maggiore di buona
pittura; tiene li apparati necessarij, et si celebra a devotione
e tiene due campane.
Nel'habitato
di detta Terra vi è un convento di Padri di San Francesco di
Paula dov'è una chiesa sotto detto titolo di San Francesco, la
quale è ad una nave coverta con intempiatura; tiene una porta
laterale; in testa è l'altare maggiore, sopra vi è custodia
indorata dove assiste il Santissimo, et sopra vi è la cona di
Santa Maria della Gratia di pittura antica; dietro è choro per
officiare, et alla destra della nave vi è il pulpido; appresso
è l'altare, sopra è nostro Signore in croce, et alla senistra
è una cappella con cona del Spirito Santo; appresso è la
cappella di San Francesco di Paula, dov'è detto santo de
relievo con guarnimenti di legname indorato; attorno vi sono li
miracoli fatti per esso santo; appresso è la cappella del SS.mo
Rosario dovè una cona grande, et nostra Signora del Rosario, et
li misterij intorno di buona pittura, et guarnita di legname
indorato; appresso è un'altra cappella con cona di nostra
Signora del Carmine di buona pittura guarnita di legname
indorato, ius patronato del signor Marcello Boccafurno, con
campanile con due campane. Viene servita, et officiata dal suo
correttore con altri quattro padri sacerdoti, et sei laici;
tieneno li apparati necessarij, calici, ingensiero, navetta
d'argento con una croce d'argento, stendardo bianco, et vi è la
confraternita del SS.mo Rosario. L'habitatione di detti padri si
entra dalla portaria, si trova uno cortiglio grande; in piano
sono tutte l'offecine necessarie, et sopra dormitorij, et celle
capaci per detti padri, viveno d'intrate, et carità.
Poco
distante vi è l'Abbatia dei SS. Quaranta, qual'è una cappella;
in testa è la cona de quaranta martiri di buona pittura; in
essa si celebra tre volte la settimana da suo beneficiato con
entrate di docati 30; tiene le comodità per officiare, et due
campane. Fuore dell'habitato vi è la cappella di san Michel'Arcangelo
dove si celebra quattro volte la settimana, e tiene le comodità
per celebrare, et una campana.
Et
per quello che spetta al'università si governa per uno sindico,
et dui eletti, li quali si fanno in pubblico parlamento
confirmati dal utile Signore. Si vive per catasto da quale se ne
può percepere docati due milia più o meno conforme li bisogni,
delli quali se ne pagano donativo, fiscali, et altri pesi; et
dalle buone tenentie se ne può percepere docati 30 l'anno, li
quali si pagano al monastero di San Francesco di Paula per la
fundatione. Et questo è che consiste la Terra di Anoia. Sequeno
tre Casali.
Il
primo casale si chiama Susanoia, distante dalla Terra un miglio
verso levante, di fuochi 80 in circa; stà situato ad uno sito
piano, et eminente, il quale è di buon'aere; le habitationi
sono parte separate ogn'una per sé, et parte attaccate insieme,
et la maggior parte sono terrane, et le altre sono con camarette
sopra fabricate di pietre, et di quatrielli di creta coverte
universalmente di tetti; si divideno dette habitationi da strade
larghe, et lunghe diritte, et si camina per esse comodamente;
con dette habitationi vi sono attaccati giardini, et pergole.
Li
habitanti di esso ne sono alcune persone civili, quali viveno
con qualche comodità, et li altri con loro fatica nel governo
delle campagne, et altri esercitij foresi, et le donne si
esercitano alli notricati, et nelli altri esercitij foresi, et
al tessere, et altri esercitij di casa, vesteno ordinariamente
al uso del paese, et come meglio si può; dormeno sopra
matarazzi, et sacconi, et altri sopra sacconi, et come meglio si
può; li quali sono di buono aspetto, et per uso di essi poco
distante vi è una fonte di acqua viva la quale è perfetta, et
per loro comodità nelli giardini vi sono tutte sorte di frutti,
verdume, li quali sono bastanti a detti habitanti, et quelli che
li mancassero si provedeno dalle terre e luochi convicini, et
per coltivare li territorij vi sono 15 para di bovi, 500 pecore,
et 8 somari, li quali sono di particolari.
Per
quello che spetta al'università si governa per dui eletti,
quali si fanno in pubblico parlamento, et poi si confirmano dal
utile Signore. Si vive per tassa, dalla quale ne può pervenire
ogn'anno d.1000 li quali ne pagano fiscali, et altri pagamenti
ordinarij et extra.
Ed a
rispetto del spirituale vi è la chiesa parrocchiale sotto
titolo di San Sebastiano, la quale è capace alli habitanti; in
testa vi è l'altare maggiore, sopra vi è la custodia indorata
dove assiste il Santissimo; vi è il fonte battesimale, palio,
stendardo; tiene uno calice, ingensiero, navetta d'argento, et
li apparati necessarij, et due campane; viene servita dal suo
parrocchiano con titolo di abbate con altri sacerdoti, et
clerici.
Poco
distante vi è un'altra chiesa sotto titolo di Santa Maria dell'Assuntione;
in essa si celebra a devotione; tiene li apparati necessarij, e
due campane.
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Et
questo è quanto referimo intorno a detto apprezzo.
Napoli
20 Gennaro 1646.
Johannes
Baptista Amendola
Honofrio
Tangho, Architetto, et Tabulario.
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Questo
documento, conservato presso la Biblioteca Nazionale di
Napoli (MS. XIV.D.4, ff. 1r-44r), è tratto dal libro
del Prof. Giuseppe Caridi, POPOLAZIONE E TERRITORIO
NELLA CALABRIA MODERNA, edito da Laruffa Editore, anno
1994. |
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